Dall'utilità quotidiana all'arte popolare apprezzata
Prima che il cotone arrivasse nel Giappone settentrionale, gli abiti quotidiani erano realizzati con fibre vegetali locali e rigide, come la canapa. Quando durante il periodo Edo le navi commerciali iniziarono a portare verso nord cotone di seconda mano, le famiglie incorporarono negli abiti ogni ritaglio recuperato, cucendo a mano strati per prolungare la vita del tessuto.
Negli anni Venti del Novecento, mentre la produzione industriale si espandeva in Giappone, gli studiosi del movimento di arte popolare giapponese mingei iniziarono a documentare questi tessuti quotidiani, molto rammendati. Riconobbero che generazioni di riparazioni avevano creato involontariamente qualcosa di straordinario: stoffe dalla profondità visiva irripetibile, che nessuna fabbrica moderna avrebbe potuto riprodurre.
Una volta visto come il tempo e le cuciture a mano creano questa profondità tattile, come può reggere il confronto una stoffa immacolata e prodotta in serie?