Il moodboard delle origini
Nel Giappone dell'Ottocento, i tessitori registravano ogni nuovo motivo e ogni rara combinazione di colori in campionari chiamati shima-chō. Erano archivi visivi in continua evoluzione, capaci di raccogliere tanto le tendenze locali create per gli acquirenti di Edo quanto i motivi a righe importati dall'India e reinterpretati dagli artigiani giapponesi.
Oggi, importanti direttori creativi tengono questi album di campioni sulle scrivanie, studiando la tensione originale dei fili, la profondità della tintura e la grana per creare nuove collezioni.
Quando una casa di design costruisce una linea attorno a un campionario vecchio di duecento anni, cerca soltanto ispirazione oppure scopre il linguaggio segreto dello stile contemporaneo legato alla tradizione prima degli altri?